Il formaggio nella dieta: quale mangiare e quanto?

Formaggio croce e delizia di qualsiasi persona stia provando a mangiare sano. La prima cosa che ci si sente dire è quella di limitare o escludere completamente il consumo formaggio all’interno della dieta. Una spiegazione base che ci viene data è che sono alimenti ricchi di grassi. Stop. La motivazione finisce spesso qui. Nella dieta di tutti i giorni ci deve essere tutto ma in quantità giuste, il troppo fa male anche se si tratta di verdure santificate da tutti. Ci sono formaggi e formaggi e ogni tipologia ha le sue caratteristiche che lo rendono unico. Dentro il formaggio non ci sono solo grassi.

Il formaggio è un cibo completo all’interno della dieta

Il formaggio è si un alimento abbastanza grasso di base ma ovviamente non va per questo escluso a priori da un tipo di alimentazione sana, corretta ed equilibrata. Nel formaggio ci sono anche calcio, fosforo, zinco vitamina D, vitamina A, vitamina B e molte proteine con un alto valore biologico. Ovviamente essendo un alimento completo e abbastanza energetico non va considerato come un fine pasto ma va consumato come un secondo piatto, magari accompagnato con un po’ di verdura per renderlo un piatto veramente completo e saziante. Grazie a queste caratteristiche è un cibo adatto a tutte le età in quanto favorisce lo sviluppo delle ossa da giovani e aiuta a limitare la diminuzione di massa ossea quando si è più adulti.

E se sono intollerante al lattosio posso mangiare il formaggio?

Certo che sì, con le dovute accortezze si può mangiare. Molti fanno l’errore di tagliare subito ogni rapporto con qualsiasi prodotto che proviene dalla lavorazione del latte. Questo è sbagliato. L’intolleranza al lattosio spesso non è un intolleranza qualitativa, ma quantitativa, ovvero il nostro corpo non riesce e smaltire tutto il lattosio e questo può rimanere nello stomaco creando problemi. Se non si vuole rinunciare al sapore e ai nutrienti del formaggio nella dieta si può ovviamente fare ricorso ai prodotti senza lattosio ma anche i formaggi stagionati possono essere mangiati tranquillamente. Il processo di lavorazione e di stagionatura di questi ultimi porta alla scomparsa del lattosio dal prodotto che è lavorato dai batteri e trasformato in acido lattico.

Formaggi magri e formaggi grassi

Per una alimentazione con un basso contenuto di grassi è ovviamente preferibile consumare formaggi senza tanta stagionatura come, fiocchi di latte, ricotta, stracchino e mozzarella. Questi formaggi essendo ricchi di acqua gran parte del volume è già occupato e hanno un contenuto abbastanza basso di grassi, di solito sotto al 20% del peso. Detto questo non bisogna escludere dall’alimentazione i formaggi stagionati. Pur essendo in percentuale più grassi come detto in precedenza contengono solo minime parti di lattosio. Ad esempio nel Grana Padano sono presenti buone quantità di fosforo, iodio, selenio e magnesio. Leggermente diverso il discorso che riguarda il formaggio pecorino. Avendo di per sé un prodotto di origine più salato come il latte di pecora è sconsigliato a chi soffre di pressione alta in quanto il sale tende ad aumentarla ulteriormente.