Rhodiola rosea: cos’è, a cosa serve e come si usa

Rhodiola rosea: cos’è, a cosa serve e come si usa

La Rhodiola rosea è una pianta perenne e succulenta che appartiene alla famiglia delle Crassulaceae. La sua crescita si adatta ai climi freddi delle diverse aree del pianeta, prediligendo i terreni rocciosi d’alta quota. Nota anche come “radice d’oro”.

La Rhodiola deve l’appellativo latino al profumo caratteristico, simile a quello delle rose, che viene sprigionato dalle sue radici, una volta lavorate, e dalle sue infiorescenze.

Questa pianta è conosciuta, fin dall’antichità, per le sue proprietà medicinali e costituisce, ad oggi, una specie di grande interesse fitoterapico e commerciale. A tal proposito, segue una descrizione delle sue proprietà benefiche, e non mancheranno, successivamente, indicazioni pratiche sulle relative modalità di utilizzo.

Cosa contiene la Rhodiola rosea

Gli studi effettuati sulla composizione chimica degli estratti di Rhodiola rivelano la presenza di numerosi componenti biattivi, ai quali vengono attribuiti, intuibilmente, diverse proprietà benefiche per la salute umana: tra i componenti in questione, spiccano sostanze definite come acidi organici, flavonoidi e glicosidi fenolici.

Le rosavine e il salidroside appartengono a quest’ultima categoria e sono i componenti maggiormente impiegati nella formulazione degli integratori di Rhodiola. Un’altra sostanza rilevante ai fini delle proprietà della Rhodiola è rappresentata dal p-tirosolo, anch’esso inserito nelle varie preparazioni erboristiche. 

Gli effetti che la pianta sembra esercitare su alcuni aspetti del benessere dipendono, dunque, dalle caratteristiche fitochimiche delle sue parti e, in particolare, della sua radice.

I benefici della Rhodiola rosea

Correlandosi per finalità simili ad altre specie botaniche di interesse erboristico, quali l’Eleuterococco e il Ginseng, la Rhodiola spicca per i suoi benefici di tipo tonico-adattogeno, e si presta, dunque, alla gestione dello stress psico-fisico. Più nello specifico, la Rhodiola sembra rendersi efficace nella riduzione della fatica, sia a livello fisico che mentale, ma anche nella stimolazione delle difese immunitarie e nell’incremento delle prestazioni intellettuali, come la memoria e la concentrazione.

Un’integrazione di Rhodiola può quindi tornare utile, ad esempio, durante il cambio di stagione, quando il mal di primavera mette a dura prova il benessere dei soggetti più sensibili.

Interessante, inoltre, la relativa azione antiossidante, funzionale nel contrastare lo stress ossidativo operato, a livello cellulare e tissutale, dai radicali liberi.

Degni di nota, infine, i blandi effetti soppressivi che gli estratti di Rhodiola sembrano esercitare sul senso di fame, talvolta utili nel controllo del peso corporeo (purché associati a un regime alimentare mirato in tal senso).

Rhodiola rosea: dove si compra e come assumerla

I prodotti a base di Rhodiola sono disponibili, e facilmente reperibili, presso farmacie, parafarmacie ed erboristerie. Laddove sia necessario o conveniente, è possibile acquistare tali prodotti anche attraverso i canali online più noti, utilizzando i comuni motori di ricerca.

Di quali prodotti si tratta, dunque? Nello specifico, le radici della pianta sono lavorate per ricavarne l’estratto secco biologicamente attivo. Questi prodotti a sua volta utilizzato per la realizzazione di monodosi da assumere al momento dei pasti, come capsule o compresse. Non mancano, inoltre, formulazioni fluide in gocce, da diluire in acqua e da assumere una o più volte al giorno.

Per quanto concerne la posologia più adatta, è importante seguire le indicazioni fornite da ciascuna casa produttrice. In ogni caso, le dosi comunemente utilizzate si collocano tra 300 e 600  mg di estratto secco, titolato al 3% in rosavine e all’1% in salidroside.

Dosi più elevate non sembrano determinare una maggiore efficacia, associandosi, tra l’altro, anche a possibili effetti avversi.

Rhodiola rosea e controindicazioni

Sebbene i suoi estratti siano, solitamente, ben tollerati, esistono dei casi in cui il consumo di Rhodiola risulta controindicato. Nello specifico, è preferibile non assumerla in gravidanza e in allattamento, considerando la mancanza di dati rassicuranti circa la relativa innocuità.

I prodotti a base di Rhodiola non vanno utilizzati, inoltre, in caso di ipersensibilità sospetta o conclamata verso uno o più componenti della pianta.

Per i soggetti allergici, in generale, è buona norma prestare particolare attenzione, sottoponendo qualsiasi preparato erboristico al parere del medico. Ai fini della sicurezza, lo stesso criterio è da applicarsi in caso di terapie farmacologiche in corso, così come in presenza di patologie di qualsiasi genere.

Come accade per tanti altri rimedi fitoterapici, anche la Rhodiola può determinare effetti avversi se assunta in modo inappropriato. Tuttavia ,nello specifico, dosi eccessive di Rhodiola si associano, talvolta, a disturbi del sonno e irritabilità. È preferibile, dunque, rispettare la posologia riportata sul foglietto illustrativo dell’eventuale prodotto acquistato.

 

Gabriella Reggina

“Mi sono laureata in Biologia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e sono iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi. Attualmente, mi occupo di nutrizione umana e di igiene degli alimenti. Leggo e mi aggiorno sui settori di mia competenza e sulla biologia in generale. Scrivo e faccio divulgazione in materia di alimentazione, nutraceutica e fitoterapia.”

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